III domenica di Quaresima

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III domenica di Quaresima

In questa terza domenica di Quaresima continuiamo a camminare nel nostro percorso di conversione. Arrivati a questo punto, però, cioè dopo due settimane e mezzo in cui poniamo al centro il digiuno, la penitenza e l’elemosina, può nascere nel nostro cuore un sentimento di paura o di smarrimento perché quaranta giorni sono tanti ed è difficile mantenere i propositi fatti.

Ma ecco che davanti a questo pensiero Gesù interviene per spezzarlo: “se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo!”. Questo è l’invito che oggi ripete due volte, perché vuole insistere che ciò a cui ognuno di noi è chiamato è la conversione personale. Infatti, Gesù sa che è il nostro peccato a separarci da Dio e a tenerci lontani da Lui e sa anche che solo la nostra conversione è un vero ritorno al Padre e al suo amore. Solo nel momento in cui andiamo da Lui e gli diciamo che abbiamo peccato e che abbiamo sbagliato, noi realmente torniamo nel suo amore.

Però nonostante il nostro impegno nella conversione la paura e lo smarrimento possono rimanere perché fatichiamo a vedere i frutti. Quindi continuiamo ad avere paura del Signore, perché nel momento in cui arrivasse, noi non saremmo in grado di consegnargli nulla.

Ecco quindi che si spiega la parabola che Gesù racconta al termine del vangelo di oggi: Egli è il contadino che intercede per noi, che siamo l’albero di fichi, affinché il Signore non esprima ora il suo giudizio su di noi, ma attenda ancora un tempo di grazia perché nascano nuovi frutti in noi. Dunque, davanti al nostro scoraggiamento e al nostro fallimento Gesù interviene per intercedere per noi, per dedicarsi a noi e aiutarci a compiere ancora questo tempo di conversione, affinché possiamo realmente raccogliere i frutti della sua grazia in noi.

Don Emanuele